La FNOMCeO trasmette la nota con cui, "ferma restando la necessità di una revisione della disciplina sulle responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie", si chiede al Ministero della salute "un autorevole intervento al fine di prorogare il termine di cui all’art. 4, comma 8-septies, del decreto-legge 30 dicembre 2023 n. 215 (il cosiddetto "scudo penale", ndr), fino al perdurare del fenomeno della carenza di medici nel Servizio Sanitario Nazionale".

Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, riunitosi il 27 novembre 2024, ha espresso unanimità nella richiesta di proroga urgente dello "scudo penale" - vale a dire la limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave - in scadenza il 31 dicembre 2024: "Tale scudo penale - osserva la Federazione - non è legato esclusivamente al contesto dell’emergenza Covid-19, ma è stato pensato per affrontare una situazione di generale difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, tra le ragioni principali sottese alla necessità di proroga della suddetta disposizione normativa vi sono: le gravi carenze di personale e risorse che continuano a pesare sulla gestione sanitaria, il crescente contenzioso penale a carico dei medici con conseguenti danni reputazionali e spese rilevanti per i sanitari e il rischio di aumento del fenomeno della medicina difensiva: l’assenza di protezione adeguata potrebbe portare i medici a evitare attività a rischio di contenzioso, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica.

"In maniera analoga a quanto previsto durante la pandemia con lo “scudo penale” - conclude la Federazione chiedendo la proroga del provvedimento -, si ritiene che le particolari condizioni di lavoro derivanti dalla carenza di personale, nonché dalla scarsità dei mezzi a disposizione, siano tali da dover sollevare i professionisti sanitari dalla responsabilità penale in tutti quei casi di morte o lesioni, eventualmente provocate ai pazienti, diversi dalla colpa grave, almeno fino a quando le attuali criticità non risulteranno risolte o quantomeno attenuate".

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