La crisi ambientale, le ripercussioni e i rischi per la salute, la sfida strategica di una sanità sostenibile.
Tanti gli spunti di interesse emersi dal quinto ed ultimo incontro dell’edizione 2026 dei Mercoledì della Medicina, rassegna promossa dall’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e la collaborazione dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e di Slow Medicine ETS - che ha visto protagonisti professionisti sanitari e campioni dello sport con l’obiettivo di promuovere una medicina appropriata, fondata sulle prove scientifiche e orientata al benessere della persona. Ospiti mercoledì 17 giugno nella cornice di Palazzo Rota Pisaroni i medici Antonio Bonaldi e Greta Gretori, Gianluca Selvestrel - ricercatore dell’Istituto Mario Negri - e l’ex ciclista professionista Giancarlo Perini: in un dialogo moderato dal Presidente dell’OMCeO Piacenza Augusto Pagani si è parlato della necessità di considerare una priorità sanitaria il rispetto dell’ambiente e di come progettare e gestire strutture sanitarie sostenibili.
“Se da una parte aspettativa di vita, mortalità infantile, povertà, sicurezza, diritti e molti altri indicatori di salute e benessere sono in netto miglioramento - ha spiegato aprendo l’incontro il Dottor Bonaldi, esperto di sanità pubblica, Past President di Slow Medicine e nel corso della sua carriera direttore sanitario di diverse Aziende Ospedaliere-Universitarie -, dall’altra l'accumulo di gas-serra, perdita di biodiversità, deforestazioni, acidificazione degli oceani, inaridimento dei terreni, inquinamento di acqua, aria e suolo e sovra-sfruttamento delle risorse naturali stanno producendo effetti nefasti sul pianeta: salute dell'uomo e del pianeta stanno andando in direzioni opposte, ma ciò non può durare a lungo. Da oltre 10.000 anni il sistema Terra si è mantenuto relativamente stabile, ma oggi le attività umane stanno rapidamente alterando questo equilibrio, mettendo a rischio il benessere, la salute e il futuro dell'umanità. È opinione comune che la salute dipenda dalla medicina, ma le evidenze scientifiche mostrano che i sistemi sanitari incidono solo in parte - 15-25% - sul nostro stato di salute complessivo; la salute dipende da una complessa rete di relazioni che intercorrono tra uomo, animali e contesto ambientale e sociale: uomo e natura non sono entità distinte, costituiscono un ecosistema che si auto-organizza e co-evolve attraverso un continuo scambio di energia e informazioni”. ”I cambiamenti climatici - ha messo in guardia Bonaldi - rappresentano la minaccia più grave per la salute pubblica: a causa dei gas serra prodotti dalle attività umane, il 2024 è stato l'anno più caldo finora registrato, superando di oltre 1,5 gradi la temperatura media del período pre-industriale, 2 gradi nella regione del Mediterraneo. Di questo passo, entro la fine del secolo la temperatura salirà di circa 3-4 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. E se qualche grado in più non rende impossibile la vita sul pianeta, il problema riguarda la capacità della società di adattarsi a cambiamenti cosi rapidi e profondi”.

La transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili non dipende soltanto dalle istituzioni e dalle innovazioni tecnologiche, ma richiede la partecipazione attiva di ogni cittadino: “Ciascuno - dice Bonaldi - è chiamato a fare la propria parte, iniziando ad abbracciare uno stile di vita sostenibile, e anche il sistema sanitario deve a contribuire alla transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili”. Secondo Bonaldi servono luoghi di cura “che fanno stare meglio”, non semplici contenitori di attività assistenziali ma progettati e gestiti come strumenti attivi di promozione della salute: “Se fino a pochi anni fa per le strutture sanitarie l’attenzione era maggiormente focalizzata su tecnologia, organizzazione ed efficienza, oggi il focus è anche sui temi che riguardano la sostenibilità, ed il benessere del paziente”. Ospedali che siano dunque attenti all’ambiente e alla persona, che uniscano alla sostenibiilità (efficienza energetica, energia da fonti rinnovabili, flessibilità degli spazi, utilizzo di materiali sostenibili) la capacità di essere luoghi terapeutici (camere di degenza singole, illuminazione naturale, aree verdi e giardini): “Strutture non solo belle e funzionali, ma che davvero consentano alle persone di stare meglio”.
“La sanità - il dato fornito da Gianluca Selvestrel - ha un grosso impatto a livello ambientale, parliamo del 4,2% a livello di emissioni complessive di gas serra: un numero che può sembrare non rilevante, ma in realtà è il doppio, ad esempio, rispetto a quello del trasporto aereo: il 20% dipende dalla produzione dei farmaci, il 14% dai trasporti, il 10% dalla gestione energetica degli edifici. E un ospedale su 12 rischia la chiusura entro il 2100 per eventi meteorologici estremi influenzati dai cambiamenti climatici, significa 16.245 strutture in tutto il mondo, 137 in Italia. Per questo motivo è fondamentale cambiare rotta e mettere in atto azioni che portino alla sostenibilità ambientale e alla neutralità climatica”. Selvestrel ha portato l’esempio della città di Bergamo, impegnata nel progetto Net Zero Cities, lanciato dalla Commissione Europea, che mira a rendere 112 città europee (nove italiane) esempi di neutralità climatica entro il 2030; un’attività che ha coinvolto oltre 40 realtà locali e nell’ambito della quale è stato realizzato un Manuale (LEGGI) - che vede tra i curatori gli stessi Bonaldi e Selvestrel - con l'obiettivo di fornire indicazioni per ridurre l’impronta carbonica dei sistemi sanitari e monitorare i risultati raggiunti: “Nel testo - spiega Selvestrel - abbiamo identificato 12 aree di lavoro, proponendo attività che possono essere condotte dagli ospedali per ridurre le emissioni relative a ciascuna di queste aree. L’approccio deve essere integrato, con team multidisciplinari: serve una leadership che affermi l’impegno verso gli obiettivi climatici, quindi valutare il livello attuale di emissioni della propria struttura per identificare le aree prioritarie di intervento e implementare azioni concrete. Oggi abbiamo a disposizione dei software che facilitano il calcolo delle emissioni e consentono di capire come ridurle e mitigare i rischi. E anche la progettazione di nuove strutture deve tenere conto di tutte queste problematiche e delle possibilità a nostra disposizione: “Elementi - osserva Silvestrel - che consentirebbero fin dall'inizio di realizzare strutture a zero, o basse, emissioni”.
“Come medici di famiglia rappresentiamo un osservatorio privilegiato in quanto vediamo non solo il paziente che ci racconta un sintomo, ma la persona calata nel proprio ambiente di vita - ha evidenziato la Dottoressa Greta Gregori, rimarcando come spesso esistano barriere ambientali e sociali che interferiscono con raccomandazioni cliniche e comportamenti salutari: “Ma un ambiente sano, spazi verdi, una scuola che educa a corretti stili di vita, un ambiente di lavoro favorevole - sottolinea -, sono tutti determinanti di salute”. “Il tema della sostenibilità ambientale e quello della sostenibilità sanitaria, spesso letti come distinti - ha fatto notare -, rappresentano in realtà la stessa sfida sotto punti di vista diversi: investire in campo ambientale determina un impatto anche a livello sanitario ed economico, perché una popolazione più sana, che può stare all'aria aperta, seguire un’alimentazione corretta e svolgere attività fisica in spazi dedicati, si ammalerà di meno, con una riduzione delle patologie croniche e degli accessi, anche impropri, al pronto soccorso. Avere cura e rispettare l'ambiente in cui viviamo: questo è il messaggio che come medici, ma anche come cittadini, dobbiamo fare nostro”. Concetti ribaditi da Giancarlo Perini, campione di ciclismo con una lunga carriera da professionista e tante partecipazioni alle principali competizioni internazionali, dal Giro d’Italia al Tour de France, alla Vuelta: “Clima e ambiente sono aspetti fondamentali - ha detto esortando ad adottare un’alimentazione e uno stile di vita sani: “Anche con poco tempo a disposizione è importante ritagliarsi qualche ora per svolgere attività fisica”. Perini ha poi fatto notare come nel corso degli anni sia aumentata in modo significativo - anche da parte degli organizzatori delle manifestazioni ciclistiche - la sensibilità e la responsabilità nei confronti delle tematiche ambientali: “Al Giro d’Italia, ad esempio, sono presenti aree “green” dedicate lungo il percorso, unici luoghi deputati al lancio di rifiuti da parte dei ciclisti, con multe salate per i trasgressori fino all’esclusione dalla corsa in caso di tre violazioni”. “Questo mondo - ha concluso - lo creiamo noi e sempre noi lo mettiamo in condizione di essere come è ora: se oggi ci troviamo in questa situazione buona parte della colpa ritengo sia nostra, dovremmo tutti essere più rispettosi nei confronti della natura”.