In sanità a volte è meglio fare meno, nello stesso interesse del paziente, e non sempre il medico che prescrive più esami e prestazioni è il medico migliore. E’ il messaggio lanciato dalla campagna “Choosing Wisely Italy”, al centro del terzo appuntamento dei “Mercoledì della Medicina”, ciclo di incontri promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Piacenza con l’obiettivo di promuovere una medicina appropriata, fondata sulle prove scientifiche e orientata al benessere della persona.
Ne ha parlato, nel pomeriggio del 6 maggio a Palazzo Rota Pisaroni, la dottoressa Sandra Vernero, coordinatrice della campagna, ospite insieme a Raffaella Bertè, Direttore Cure palliative Ausl Piacenza e consigliere dell’OMCeO Piacenza, e al nuotatore Giacomo Carini, nello spirito dell’iniziativa che in questa edizione ha voluto affiancare ai professionisti sanitari anche campioni dello sport. Introdotta dal presidente dell’Ordine provinciale Augusto Pagani - che ha sottolineato l’importanza di una comunicazione corretta e basata sulla fiducia tra medici e cittadini - Vernero ha ripercorso la nascita, nel 2011, del movimento Slow Medicine per una medicina sobria (sulla base dell’assunto che "fare di più non significa fare meglio"), rispettosa (valori aspettative e desideri delle persone sono diversi e inviolabili) e giusta (cure appropriate e di buona qualità per tutti), e della campagna Choosing Wisely (“Scegliere con saggezza”), nata negli Stati Uniti e lanciata in Italia alla fine del 2012, alla quale hanno aderito numerose società scientifiche e associazioni di professionisti che si sono impegnate ciascuna a individuare cinque test o trattamenti, effettuati comunemente nel nostro Paese, che non apportano benefici significativi, secondo prove scientifiche di efficacia, e possono anche esporre i pazienti al rischio di subire effetti dannosi; trattamenti ad alto rischio di inappropriatezza, che dovranno essere oggetto di aperto dialogo nelle relazione tra medico e paziente per facilitare scelte sagge e consapevoli. “Già nel 2012 - ha spiegato Vernero - erano disponibili dati secondo cui il peso economico degli sprechi dei sistemi sanitari rappresentava tra il 20% e il 40% della spesa sanitaria, ed è stato calcolato che solo circa il 60% delle terapie e dei trattamenti sono veramente efficaci, quindi basati su prove di efficacia, utili e necessari, il 30% sono pratiche a basso valore clinico, mentre il 10% addirittura inappropriate. Per questo bisogna agire, perchè il sovrautilizzo di test e trattamenti - che non riguarda solo i paesi sviluppati, ma tutto il mondo - rappresenta uno spreco di risorse, di personale e di tempo; è fondamentale anche sottolineare come esami e trattamenti non necessari possano provocare danni ai pazienti, diretti - pensiamo ad esempio alle radiazioni ionizzanti o agli effetti collaterali dei farmaci - o indiretti, come i cosiddetti falsi positivi e le sovradiagnosi, che causano nel paziente ansia e stress e portano ad ulteriori test, anche invasivi, e a trattamenti interventistici e chirurgici inappropriati”.
Oggi Choosing Wisely Italy è una rete che comprende oltre cinquanta società scientifiche di medici, infermieri, farmacisti, fisioterapisti, ciascuna delle quali ha individuato almeno cinque raccomandazioni su esami, trattamenti e procedure a rischio di inappropriatezza (consultabili sul sito choosingwiselyitaly.org e anche tramite App, insieme ad una serie di schede informative per i cittadini redatte in collaborazione con Altroconsumo) con l’obiettivo di favorire il dialogo dei medici e degli altri professionisti della salute con i pazienti e i cittadini per giungere a scelte informate e condivise. “Il medico deve parlare con il paziente, ascoltare la sua storia, visitarlo e sulla base di tutto questo richiedere eventualmente degli accertamenti - ha evidenziato Vernero -. Gli stessi pazienti, davanti a una prescrizione da parte del medico di un esame di controllo, di un farmaco o di un intervento chirurgico, devono chiedere: ho veramente bisogno di questo trattamento? Quali sono i rischi? Ci sono alternative più semplici e sicure? Cosa succede se non mi sottopongo a questo esame? La vera medicina, quella che mette la persona al centro, sa anche togliere i farmaci quando non sono più necessari, o non sono assolutamente necessari: si chiama deprescrizione, e può salvare la vita tanto quanto la prescrizione". Nell’ambito della campagna Choosing Wisely Italy, è stata lanciata anche l’iniziativa Green Choosing Wisely Italy in collaborazione con l’Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE Italia, che invita le società scientifiche italiane a descrivere le conseguenze ambientali delle pratiche inappropriate e sviluppare raccomandazioni su pratiche che provocano danno all’ambiente. “L’assistenza sanitaria - ha messo in evidenza la dottoressa Vernero - è tra i settori più importanti nella gestione degli effetti dei cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, questo settore ha un ruolo importante nella riduzione delle proprie emissioni di carbonio. A livello globale, l'assistenza sanitaria è responsabile di quasi il 5% delle emissioni globali di gas serra, il 4% in Italia”.
Sul ruolo fondamentale dell'alleanza terapeutica si è soffermata Raffaella Bertè, medico palliativista: “Tutto parte dalla relazione di cura tra medico e paziente, se viene a mancare non funzionano le scelte, i consigli, le raccomandazioni. E quindi è necessario non rinunciare al tempo tempo dell'ascolto, della comunicazione, che è tempo di cura. Se questo tempo viene meno, il rischio per i medici è quello di diventare meri prescrittori, di fronte a pazienti che chiedono esami e farmaci spesso influenzati dal contesto sociale e dalle ricerche online. Ma fare meglio non significa aggiungere l’ennesimo farmaco, ma ascoltare, conoscere, entrare nella storia del paziente, come ci ha insegnato Cicely Saunders, che ha inventato le cure palliative, che definiva la sofferenza del paziente non solo fisica, ma anche psicologica, sociale e spirituale; una sofferenza con tanti lati, che possiamo conoscere nell’ascolto del paziente per mettere in pratica una medicina appropriata, proporzionata e consensuale”. La cura giusta - il concetto sottolineato la dottoressa Bertè - si costruisce con il paziente attraverso una pianificazione, un percorso che può durare nel tempo, che favorisca consapevolezza e autodeterminazione: “La responsabilità appartiene soprattutto ai professionisti, il nostro ruolo è anche educativo nei confronti di chi sta intorno a noi, dei nostri pazienti, delle loro famiglie”. Sedersi di fronte al paziente e prendersi il tempo per comunicare - ha concluso - è uno strumento chiave contro le prescrizioni inutili e la medicina difensiva: “Stare seduti su quella sedia cambia il destino della persona che abbiamo davanti: il nostro modo di vedere il paziente e le scelte che si prendono possono fare una grande differenza”.
Giacomo Carini, due volte alle Olimpiadi, ha portato la sua esperienza di atleta di alto livello, spiegando come tanti spesso fraintendano il carico reale di un agonista, concentrandosi solamente sulle ore di allenamento: “In realtà la fase di riposo e recupero è forse quella fondamentale, perchè l’obiettivo è di essere performante al 100% in ogni momento”. Carini ha poi rimarcato l’importanza di ascoltare il proprio corpo: “Manda segnali chiari, che possono essere avvisaglie di problematiche; non dobbiamo subito allarmarci o entrare in uno stato di agitazione, ma rivolgerci a professionisti dei quali ci fidiamo. Anche la qualità del feedback è molto importante, riuscire cioè ad esprimere le nostre senzazioni, dolori o fastidi”. La vita degli sportivi è spesso interrotta, o condizionata, dagli infortuni: “Alcuni li vivono come un momento di pausa, altri in modo più negativo. Lo scorso anno ho subìto un piccolo trauma, ma molto fastidioso, che mi ha costretto a fermarmi: inizialmente ero un po' spaesato, ma affidandomi alle persone giuste abbiamo stilato un percorso corretto. Attualmente vivo a Verona e mi alleno con altri atleti al Centro Federale, dove siamo seguiti da un team di persone - tecnici, medici e fisioterapisti - all’avanguardia e dei quali abbiamo piena fiducia”.