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Notizie dal mondo

Cassazione: il decalogo per i ricorsi degli ex specializzandi

Da IlSole24Ore Sanità del 18 marzo 2014, a firma Paola Ferrari

Solo i medici che si sono iscritti ai corsi di specializzazione iniziati dopo il 1° gennaio 1983 hanno diritto al risarcimento del danno da inadempimento delle direttive n. 82/76/Cee, riassuntiva delle direttive n. 75/362/Cee e n. 75/363/Cee che hanno introdotto l'obbligo per gli Stati membri dell'Ue di fornire una «adeguata remunerazione» ai partecipanti ai corsi di specializzazione.

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“Basta con i tagli. Renzi dica se intende o no mantenere in vita il Servizio sanitario nazionale”. Ordini e sindacati medici in rivolta

da Quotidiano Sanità del 16 settembre 2015

Dura presa di posizione della Federazione: “È l’ora che il Presidente del Consiglio, così come ha annunciato di voler cancellare Imu e Tasi, dica agli italiani, una volta e per tutte, se intende o no mantenere in vita il Sistema Sanitario Nazionale, implementando i livelli di assistenza”. La Fnomceo indice gli ‘Stati generali della Professione medica e odontoiatrica’ per il mese di ottobre e promuove un’iniziativa nazionale nel mese di novembre, a difesa del Ssn. 

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Roma. Lala (Omceo) a Saitto (Asl RmC): “Nostra posizione su See&Treat non è cambiata”

da Quotidiano Sanità dell'11 settembre 2015, lettera di Roberto Lala (Presidente Ordine dei medici di Roma)

Gentile direttore, non senza imbarazzo sono costretto a chiederLe nuovamente ospitalità per intervenire ancora in merito alle ripetute affermazioni del D.G della ASL RMC, Carlo Saitto, nelle quali viene coinvolto l'Ordine professionale che rappresento. 

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Per tutti i medici dal prossimo anno 350 euro in più

da DottNet del 13 luglio 2015, a firma di Gianni Pacelli

Non è stato facile, ma alla fine si è trovato l’accordo con i vertici Enpam.  Ancora prima dei tanto auspicati rinnovi contrattuali, il cui blocco è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, i primi soldi veri per il 2016 arrivano dalla riduzione del contributo obbligatorio dovuto all’Enpam da tutti i medici ed odontoiatri per il solo fatto di essere iscritti all’Albo.

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Certificati Inps, medici di Ps: spetta anche a noi ma software vanno aggiornati

da Doctor33 del 7 luglio 2015, a firma di Mauro Miserendino

«Come sindacato dei medici di pronto soccorso concordo sul fatto che la legge Brunetta ci impone degli obblighi sulla certificazione di malattia ai pazienti. Ma in molte strutture della mia regione i medici non sono in condizione di rilasciare il certificato per problemi informatici ed organizzativi». Maria Adelina Ricciardelli presidente del Fimeuc, Federazione sindacale dei medici dell'emergenza urgenza, chiede ad Asl e ospedali di fare di più.

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Certificati sportivi non agonistici, la Commissione Affari Sociali: "No all'obbligo ECG, è di scarsa utilità"

Approvata all’unanimità da parte della Commissione Affari sociali della Camera una risoluzione (in allegato) sull’applicazione delle linee guida in materia di certificazione medica sportiva non agonistica.

Costi eccessivi e scarsa utilità delle prescrizioni obbligatorie: queste alcune delle criticità rilevate dai componenti della Commissione, che hanno votato un documento per impegnare il Governo a “contrastare la proliferazione di accertamenti clinici e diagnostici conseguente all’aumento delle certificazioni medico sportive inappropriate che stanno creando inefficienze nel sistema sanitario, oneri a carico dei cittadini, grave diminuzione dell’avviamento e mantenimento nella pratica sportiva” .

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Certificati di malattia, Inps: in Ospedale e PS il paziente lo deve pretendere

Da Doctor 33 del 4 luglio 2015, a firma di Mauro Miserendino

Che cos'hanno in comune un medico milanese che alle 21 aspetta nello studio (chiuso) il paziente dimesso dal pronto soccorso, il funzionario sanmarinese che accetta solo il certificato del medico di famiglia se si ammala un lavoratore italiano nella Repubblica, il paziente di Pordenone che esce dall'ospedale dopo una lunga malattia e scopre in busta paga che l'indennità non è stata erogata? Un ospedale che non certifica la malattia.

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Certificati di malattia, ospedalieri replicano: inadempienti anche Mmg

Da Doctor 33 del 9 giugno 2015, a firma di Mauro Miserendino

Medici ospedalieri inadempienti rispetto ai certificati di malattia? Fabio Florianello segretario amministrativo Anaao Assomed lombardo, non ci sta e replica a quelle che definisce le "lamentazioni" di Fiorenzo Corti. Il segretario Fimmg regionale parla di 14 mila certificati impropriamente redatti ogni giorno in Lombardia per colpa di ospedali "renitenti" alla pratica che "sprecano" il mmg in compiti "meccanografici".

L'assessore alla salute Mario Mantovani tranquillizza: «La compilazione dei certificati per gli utenti in dimissione dagli ospedali e dai pronti soccorso è in capo alle aziende sanitarie e la loro produzione è inserita tra gli obiettivi prioritari per le direzioni generali 2015».

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Certificati malattia in Ps, «il medico che li nega è perseguibile e licenziabile»

Da Doctor 33 dell'11 giugno 2015, a firma di Mauro Miserendino

I medici ospedalieri, tanto dei reparti quanto di pronto soccorso, sono tenuti a redigere il certificato di malattia e se non lo fanno rischiano l'imputazione per omissione d'atti d'ufficio, l'illecito disciplinare ai sensi della circolare Brunetta (ministero Pa) 1/2011 e il conseguente licenziamento previsto persino dalla legge». Non ha dubbi Luca Puccetti presidente dell'Associazione Promed Galileo e artefice a Pisa di una battaglia importante, diritto alla mano, per imporre l'invio dei moduli all'Inps a chi non adempie. Il caso monta anche nella sua Toscana, «i colleghi di molti ospedali negano un importante diritto al lavoratore e non sanno che il loro "no" può avere conseguenze legali.

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Certificati, Corti (Fimmg): due al giorno per rifiuto degli ospedali. Troppo spreco e rischi per tutti

Da Doctor 33 del 6 giugno 2015, a firma di Mauro Miserendino

La paziente sta male, va al pronto soccorso e nel giro di sette ore esegue la risonanza; la lasceranno andare alle 19.45, così telefona al suo medico chiedendogli se può aspettarla per le 20.30 per farle il certificato di malattia: l'ospedale non lo fa. Il medico rinuncia a tornare a casa, ma alle 20.15 la paziente richiama e dice che sarà dimessa alle 21. Uscirà alle 23 con l'ospedale che la rassicura, anche se il dottore è andato via, i referti ben motivano l'assenza. Il fatto accade in Lombardia in un ospedale top dove però a quanto pare non c'è tempo per collegarsi con l'Inps e spedire il certificato di malattia di un paziente in ps.

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