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Archivio eventi

Concluso a Piacenza il Corso di Etica Medica

Con la prova finale, la discussione della tesi e la consegna degli attestati, sabato 17 giugno 2017 si è chiuso il corso triennale di Etica Medica, iniziato nel 2015 e organizzato dall’Ordine dei Medici di Piacenza e dalla Società Bio-Giuridica Piacentina, con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’ Università degli Studi di Torino e della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, nonchè con il contributo fondamentale della Fondazione di Piacenza e Vigevano.Attestati Corso Etica Medica30

Diciannove incontri, oltre 100 ore complessive di lezioni frontali, 47 docenti provenienti in gran parte dalle migliori università italiane, un convegno nazionale su tematiche etico-deontologiche: sono i numeri di un esperimento culturale che ha trovato nell’attiva partecipazione di professionisti, non solo medici e non solo piacentini, il senso della sua non semplice realizzazione.

Medici quindi (sia specializzandi che già specialisti in anestesia, psichiatria, cure palliative), ma anche infermieri, psicologi e pure un giurista, hanno costituito la platea degli allievi di un corso che ha presentato, in un contesto multidisciplinare, le varie posizioni della bioetica sia laica che cattolica o di altre confessioni.

Più voci per offrire un ampio ventaglio di ragioni a favore o contro i temi caldi dell’inizio e del fine vita, previo un anno intero (il primo) di carattere propedeutico, indispensabile alla comprensione delle varie problematiche esistenziali, di cui spesso si legge sui giornali, che frequentemente sono all’attenzione del Parlamento e della Chiesa Cattolica, e non di rado impattano nella quotidianità del professionista, sollevando dubbi, innescando conflitti morali, sottolineando la solitudine della coscienza.

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Convegno "Alimentazione nella donna tra aspetti medici ed etici: bella da morire"

Bella da morire? Come deve essere una giusta alimentazione nella donna? Sono alcune delle domande che hanno mosso la riflessione all’interno del convegno, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità dell’OMCeO Piacenza, coordinata dalla dottoressa Patrizia Gandolfi, in collaborazione con la sezione di Piacenza dell’Associazione Donne Medico, presieduta dalla dottoressa Daniela Serena, ospitato sabato 10 Giugno dalla Sala Convegni Veggioletta Banca di Piacenza.alimentaz donna 01

Un tema “affascinante, complesso e spesso abusato” lo ha introdotto la dottoressa Serena, moderatrice insieme alla dottoressa Silvia Peveri della prima parte del convegno, citando, insieme ad anoressia e bulimia, un disturbo sempre più diffuso, quello dell’ortoressia, ossessione per il mangiar sano: “Anche di cibo sano si può morire, e in tanti casi non è facile accorgersene”.

“Nella società odierna su alcuni temi c’è grande attenzione e allo stesso tempo disinformazione - ha detto nel suo saluto il presidente dell’Ordine piacentino Augusto Pagani -; anche nella nostra professione vi sono teorie che poco hanno di scientifico ma ottengono attenzione e grande seguito, producendo a volte danni. In un mondo in cui i media sono alla ricerca di temi interessanti, ma anche di comunicatori capaci, dobbiamo essere ancora più bravi a trasmettere informazioni corrette nel modo giusto”.alimentaz donna 11

ALIMENTAZIONE NELLA VITA DELLA DONNA - E’ stata la dietologa Paola Sbisà ad aprire la prima sessione del convegno, tracciando una panoramica dell’alimentazione nelle varie fasi della vita della donna, ciascuna delle quali, ha sottolineato, “richiede una adeguatezza nutrizionale particolare: bisogna personalizzare, ma per far questo è necessario conoscere le esigenze nutrizionali”.

Nell’infanzia l’alimentazione della bambina “è un investimento futuro”: “Le abitudini alimentari e gli stili di vita in infanzia e adolescenza possono fare la differenza tra salute e rischio di malattie negli anni successivi: in questa fase della vita il corpo deve crescere e quindi è alto il fabbisogno di tutti i nutrimenti essenziali”.

Particolarmente delicato il periodo che coincide con l’inizio della fase fertile: “Può capitare che la ragazza, confrontandosi con le immagini fornite dalla società, si veda grassa e inizi a non mangiare privandosi di cibo”. I fattori alimentari possono interferire anche con la fertilità: "Sovrappeso, obesità, ma anche eccessiva magrezza, sono causa del 12% dell’infertilità totale".

Per la futura mamma prepararsi alla gravidanza è di grande rilevanza per la vita del nascituro: "E' importante che la donna arrivi con il peso giusto e si alimenti in modo corretto: fumo, alcol e una vita sregolata sono dannosi, per non parlare delle droghe che hanno un effetto epigenetico devastante. E non bisogna dimenticare che il periodo compreso tra concepimento e i primi due anni di età è fondamentale per il funzionamento degli organi del bimbo e può influenzare la sua predisposizione a varie malattie”.

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La nuova responsabilità professionale come disegnata dalla Legge 8 marzo 2017 n. 24 - Un colloquio con il Giurista, il Medico-Legale e l’Assicuratore

Come la Legge Gelli-Bianco sta cambiando i connotati della responsabilità medica, tra novità e aspetti ancora da chiarire.eee

Si è parlato di questo l’8 giugno alla Sala Convegni AUSL di Via Anguissola nell’appuntamento promosso dall’Ordine dei Medici e dall'Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza, con la collaborazione scientifica della Società Bio-Giuridica Piacentina, secondo incontro di approfondimento dopo quello del 18 maggio dedicato alla certificazione alla luce della Legge sull’omicidio stradale.

A discuterne l’Avvocato Cosimo Pricolo del Foro di Piacenza, la Dott.ssa Alessandra De Palma, Direttore Responsabile Medicina Legale e Gestione Integrata del Rischio Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, e il Dott. Attilio Steffano, assicuratore e amministratore di Assimedici, moderati dalla vicepresidente di OMCeO Piacenza Anna Maria Greco presente insieme al Presidente Augusto Pagani.1

Ad aprire la serata il saluto in video dell’onorevole Federico Gelli, relatore del disegno di legge, che ha parlato di una norma “in grado di garantire certezza di cura ai cittadini e allo stesso tempo un trattamento più equo e giusto agli operatori sanitari”.

Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo, è composto da 18 articoli: affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità dell'esercente della professione sanitaria e della struttura sanitaria pubblica o privata, le modalità e caratteristiche dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'obbligo di assicurazione e l'istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria.

LINEE GUIDA, COME COMPORTARSI? - "Gli errori in medicina non sono rari, e il contenzioso condiziona l'attività degli operatori sanitari” - ha detto in apertura del suo intervento la dottoressa Alessandra De Palma introducendo il concetto di linee guida poi diventato centrale nel corso della serata.

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Convegno nazionale "Dalla cura del malato alla "cura" del sano"

Se negli anni ’70 del secolo scorso si diceva che “la medicina ha fatto più progressi negli ultimi 30 anni che nei precedenti tremila”, da qualche tempo si sta facendo largo l’idea che la medicina stessa stia compiendo un balzo straordinario in grado di cambiare la qualità della stessa “cura”.dalla cura del malato 26

L’avvento delle cellule staminali, delle nanotecnologie e di molti altri interventi è tale da far pensare che essa non si limiti più alla “terapia” dei processi morbosi ma che possa spingersi a “potenziare” il processo vitale, aprendo prospettive del tutto nuove e al limite dell’immaginabile.

La medicina potenziativa è stata al centro del Convegno Nazionale “Dalla cura del malato alla "cura" del sano” organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza e dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, con la collaborazione scientifica della Società Bio-Giuridica Piacentina, ospitato sabato 27 maggio dalla suggestiva cornice della Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni.dalla cura del malato 19

La “cura del sano” è un’estensione della normale terapia e in linea con essa, o segna invece una svolta radicale nella pratica clinica e richiede nuovi strumenti di analisi? Questi, insieme alla questione etica e deontologica, alcuni dei temi al centro del confronto che ha visto la partecipazione dei vertici della Federazione Nazionale con la Presidente Roberta Chersevani.

“La mia speranza è che l’uomo del futuro possa essere ancora umano - si è augurato il vescovo di Piacenza - Bobbio Gianni Ambrosio portando in apertura i suoi saluti - spero che con il vostro contributo ci sia la possibilità di conservarsi in buona salute, ma soprattutto in buona umanità".

"State per affrontare questioni aperte e legate ad uno Codice deontologico sempre in divenire, come richiesto dal divenire dei tempi - ha detto Tiziana Albasi in rappresentanza del Comune di Piacenza -. Penso che momenti come quello odierno siano necessari in una società in cui i bisogni necessitano sempre più di competenze e nella quale voi medici siete chiamati a svolgere un ruolo determinante". "Ben vengano questi appuntamenti - ha convenuto il direttore generale Ausl Luca Baldino - ringrazio il presidente Pagani e il Consiglio dell'Ordine di Piacenza, state facendo un grande lavoro in termini di promozione e organizzazione di significativi appuntamenti".

"Questo piccolo ordine professionale - ha introdotto l'incontro il Presidente di Omceo Piacenza Augusto Pagani ricordando Luigi Conte, segretario FNOMCeO recentemente scomparso (”avevamo spostato la data del convegno per permettergli di partecipare” - ha ricordato) - prova a discutere di grandi questioni con il prezioso supporto di esperti. Affronteremo temi che non hanno ancora trovato una risposta definitiva: il progresso apre a tante prospettive anche in campo medico, ma ci sono limiti a questa nuova medicina o solo diritti? E quali limiti porre per non ostacolare il progresso?"

“Nonostante il recente workshop sul tema tenuto a Roma - ha aggiunto la presidente della Federazione Chersevani - abbiamo sentito la necessità di proseguire il discorso su una questione che continuerà ad accompagnarci per tutti gli anni nei quali faremo questa professione; da parte nostra dovremo sempre essere pronti a vigilare”.

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Il certificato medico al tempo dell’omicidio stradale - Un colloquio con il Magistrato e il Medico-Legale

Da circa un anno è in vigore la Legge 41/2016 che ha introdotto il reato di omicidio stradale (Art. 589-bis). Il provvedimento, che non si limita al caso in cui ricorra la morte della vittima ma si estende pure ai casi in cui la persona offesa riporti lesioni gravi o gravissime, comporta risvolti pratici anche nell’attività del medico. omicidio stradale e certificato medico

Di questo si è parlato giovedì 18 maggio 2017 presso la Sala Convegni AUSL di Via Anguissola nel partecipato incontro dal titolo “Il certificato medico al tempo dell’omicidio stradale - Un colloquio con il Magistrato e il Medico-Legale”, organizzato dall’OMCeO Piacenza e dall'Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza, con la collaborazione scientifica della Società Bio-Giuridica Piacentina.

Ospiti il Dott. Antonio Colonna (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza) e il Prof. Francesco De Stefano (direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Genova), che hanno approfondito un tema di estrema attualità.

“Molto è cambiato con l’introduzione della nuova legge - ha introdotto l’incontro il Presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani portando l’esempio della piccola “odissea” vissuta da un medico per la consegna di un referto - e oggi può essere molto complicato assolvere quello che la legge prevede come un obbligo”.

"Dalla Legge in questione - ha sottolineato in apertura del suo intervento Colonna toccando un tema più volte ribadito nel corso della serata - traspare un mancato coordinamento con la componente medico legale, aspetto che pone tante importanti questioni".

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4^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra” e Assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza

Si è rinnovato il tradizionale appuntamento annuale con il Giuramento d'Ippocrate per i giovani medici e odontoiatri piacentini: 32 i neolaureati che sabato 1 aprile 2017 hanno espresso il proprio impegno verso i principi deontologici della professione nel corso di una partecipata cerimonia nella suggestiva cornice della Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni in occasione della “4^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra”, a cui ha fatto seguito l’Assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza.Assemb OMCeO 56

Al loro fianco i “senatori” che hanno festeggiato il traguardo dei 50 anni dalla Laurea, in quello che ogni anno rappresenta un ideale passaggio di consegne.

L’assessore Tiziana Albasi e il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino hanno portato i saluti di Comune e Azienda Sanitaria, mentre il vescovo Gianni Ambrosio, non potendo essere presente ha fatto pervenire una lettera di auguri: “Credo che la giornata di oggi - ha detto Albasi - debba partire nel segno della riconoscenza verso una professione così importante e delicata che aiuta ciascuno di noi ad essere un po' meno solo in alcuni momenti della propria vita; penso che la gratitudine e il sorriso di chi riuscite a guarire sia la ricompensa più bella per tutti voi”.Assemb OMCeO 15

Baldino, sottolineando il rapporto di collaborazione con l’Ordine Provinciale, ha allargato lo sguardo al futuro prossimo della sanità piacentina: “Da qui ai prossimi tre o quattro anni quasi un quarto dei medici andrà in pensione. Non possiamo più permetterci di fare finta di niente, i bisogni crescono e il sistema deve fare delle scelte: nel piano sanitario approvato dalla Conferenza socio sanitaria sono state prese decisioni coraggiose, alcune laceranti, ma delle scelte sono state fatte”.

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE - Tanti i temi toccati dal presidente Augusto Pagani nella sua relazione morale, che si aperta ripercorrendo alcune grandi questioni che investono oggi la sanità, dall’allarme per il deficit di medici, alla responsabilità professionale, alla necessità di confrontarsi con i costi di gestione: “Oggi non basta più essere solamente bravi medici - ha affermato - bisogna essere bravi a fare scelte giuste non solo nell'interesse nel singolo paziente ma tenendo conto che la coperta è corta”.

"La medicina va sempre più in fretta, - ha aggiunto - la sanità cambia velocemente e tutti noi medici dobbiamo dare risposte tecnicamente e deontologicamente corrette".

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Convegno "La lettura critica dell'articolo scientifico"

La “lettura critica dell’articolo scientifico” è stata al centro del convegno, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, ospitato sabato 18 febbraio dalla Sala Convegni Veggioletta della Banca di Piacenza.Lettura Critica Artic.Scientif 08

Un tema più che mai attualità: di fronte al mare magnum della letteratura scientifica, è necessario che ogni operatore sanitario sia in grado di affrontare criticamente ciò che sta leggendo valutandone il grado di attendibilità.

“La lettura critica dell'articolo scientifico fa parte del nostro bagaglio culturale - ha introdotto l’incontro la dottoressa Anna Maria Andena - ma spesso ci si trova di fronte alla difficoltà di recepirne i contenuti, a causa ad esempio di conflitti di interessi o di “trabocchetti” di tipo matematico in cui si può incorrere nella lettura dei dati”.

COME LEGGERE UNO STUDIO CLINICO - "Pazienza" è la virtù richiamata dalla dottoressa Silvia Peveri per approcciarsi ad uno studio clinico: "E' uno strumento importante, da leggere con occhio critico per capire se ci troviamo davanti ad un lavoro ben strutturato: necessario valutare la validità dei dati, la completezza dei metodi utilizzati, senza dimenticare il rispetto dei principi etici".Lettura Critica Artic.Scientif 13

Cercare le fonti giuste, sapere quali domande farsi, conservare sempre un po' di diffidenza: questo il "percorso" delineato dalla dottoressa Peveri per il medico che affronta l'analisi di uno studio clinico.

Punto di partenza la “piramide delle prove”: alla base, insieme all’opinione degli esperti, si trovano gli studi osservazionali (dove non si sperimenta, ma si osserva quanto succede) con il case report o serie di casi, descrizione della storia clinica di uno o più pazienti; a salire gli studi di coorte, studi prospettici per stabilire l’esistenza di una relazione causale fra un fattore di rischio e una malattia, e lo studio caso controllo, studio retrospettivo per verificare l’esistenza di una relazione causale fra un fattore di rischio e una malattia.

Si arriva quindi agli studi sperimentali, con gli studi clinici con gruppo di controllo randomizzato, nel quale l’assegnazione dei pazienti ai gruppi avviene in modo casuale e gli esiti seguiti in modo prospettico; al vertice della piramide si trovano le metanalisi, revisioni sistematiche di studi su determinate problematiche sanitarie.

"Anche le metanalisi hanno criticità - ha evidenziato Peveri - a partire dall'aspetto dell'eterogeneità: non è detto infatti che gli studi analizzati siano gli unici su un determinato argomento. Dall’altra parte spesso gli studi osservazionali sono gli unici possibili per studiare certi fenomeni".

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Concluso il secondo anno del Corso di Etica Medica

Si è concluso nei giorni scorsi il secondo anno del corso triennale di Etica Medica, organizzato a Piacenza dall’Ordine dei Medici provinciale con la collaborazione della Società Bio-Giuridica Piacentina e del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino (cattedra di bioetica).corsoetica1

A dirigerlo il professor Maurizio Mori, ordinario di bioetica all’università di Torino, coadiuvato dal condirettore dottor Marcello Valdini, medico-legale e presidente della Società Bio-Giuridica Piacentina.

Dopo il primo ciclo di lezioni dedicato all’approfondimento delle diverse prospettive etiche, il secondo anno di corso ha affrontato i temi del rapporto medico-paziente e del fine vita.

Questioni come quella del dire la verità al paziente, del testamento biologico, della sospensione delle terapie e dell’eutanasia, della morte cerebrale e della donazione di organi, della creazione di organi transgenici, della sperimentazione clinica, nonché i problemi dell’obiezione di coscienza e, più in generale, del ruolo della deontologia come faro della attività professionale.

Tematiche sviluppate nel corso di sei incontri, ospitati dalla Sala Convegni “Veggioletta” della Banca di Piacenza dal 5 marzo all'11 giugno; in cattedra i principali bioeticisti italiani, di diverso orientamento per consentire un confronto interdisciplinare e pluralistico.corsoetica2

Quest’anno il corso ha inoltre visto la partecipazione di Beppino Englaro, che ha portato la propria testimonianza sollecitando la riflessione teorica, di Carlo Alberto Defanti, uno dei più accreditati neurologi che
ebbe in cura Eluana Englaro, e di Cesare Galli, scienziato di fama internazionale che ha illustrato le più avanzate tecniche in campo biomedico circa i trapianti.

Il corso triennale di Etica Medica è un’eccellenza nel campo della formazione socio-sanitaria: “Si tratta - spiegano Mori e Valdini - di uno dei primi in questo settore, il primo ad offrire un corso integrato su tre anni che consente ai partecipanti non solo di “avere un’idea” di ciò che si dice sui temi in esame, ma di approfondirli acquisendo strumenti propri per cominciare a muoversi nel campo”.

Il numero dei corsisti è cresciuto ed è in fase di preparazione il terzo ed ultimo anno, che partirà all’inizio del 2017 e tratterà dei temi d’inizio vita e riproduttivi: dall’aborto, alla fecondazione assistita, alla gravidanza per altri, fino alle cellule staminali e alla clonazione.

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Beppino Englaro ospite del Corso di Etica Medica

“L’autodeterminazione terapeutica non ha nulla a che vedere con l'eutanasia. Nessuno può decidere al posto nostro, ma bisogna decidere con noi”.Corso Etica- Englaro 11

Parole di Beppino Englaro, padre di Eluana Englaro, ospite a Piacenza sabato 14 maggio del Corso Triennale di Etica Medica, organizzato dall’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Piacenza con la collaborazione scientifica della Società Bio-Giuridica Piacentina.

Alla Sala Convegni “Veggioletta” della Banca di Piacenza si è parlato di “Morte e trapianto d’organo e soluzioni alternative”, nell’ambito del secondo anno del Corso diretto da Maurizio Mori e condiretto da Marcello Valdini.

Englaro, protagonista di una lunga battaglia giudiziaria per chiedere la sospensione dell'alimentazione artificiale e delle terapie a cui era sottoposta la figlia Eluana, in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale avvenuto il 18 gennaio 1992, ha portato la propria testimonianza di padre e cittadino: “Voglio informare - ha spiegato - nella speranza che si arrivi ad una conoscenza e ad una consapevolezza di ciò a cui non si può escludere di andare incontro, se non ci sono le disposizioni anticipate di trattamento, nel caso ci si trovi nella condizione di non essere più capaci di intendere e volere”.Corso Etica- Englaro 15

“Mia figlia - ricorda - aveva idee molto chiare sulla sua vita, si era espressa, e noi sapevamo ciò che voleva nella situazione in cui si è venuta a trovare. E’ passato quasi un quarto di secolo, sul tema dell’autodeterminazione c’era il deserto: con la sentenza del 16 ottobre del 2007 diventano chiari principi di diritto, perfettamente allineati con la Costituzione, secondo cui l’autodeterminazione terapeutica non può incontrare un limite, anche se ne consegue la morte, e non ha niente a che vedere con eutanasia. Nessuno può decidere al posto nostro, ma bisogna decidere con noi: dando voce ad Eluana, noi decidevamo con lei”.

“Oggi - aggiunge - si parla semplificando di testamento biologico, in realtà si tratta di disposizioni sulla base del fatto che quando una persona è in grado di intendere e volere dispone della propria salute e sulla propria vita”.

Englaro ha sottolineato il cambiamento culturale avvenuto nel corso degli anni: “La gente prima della vicenda di Eluana non conosceva questi temi, i cambiamenti hanno i propri tempi e così è avvenuto anche in italia. Come diceva Joseph Pulitzer, “un'opinione pubblica ben informata è come una Corte Suprema” a cui ci si può rivolgere anche in queste situazioni”.

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III^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra” e Assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza

Un ideale passaggio di consegne tra i giovani che si accingono ad esercitare la professione e i “senatori” che festeggiano i 50 anni dalla laurea. Si è chiusa così sabato 7 maggio a Palazzo Galli, messo gentilmente a disposizione dalla Banca di Piacenza, la “III^ Giornata del Medico e dell’Odontoiatra”, a cui ha fatto seguito l’Assemblea dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza.Giornata del Medico 64

CERIMONIA PARTECIPATA - Una cerimonia festosa e partecipata, che ha avuto il momento culminante nel giuramento professionale di 20 neo laureati e si aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Banca di Piacenza Luciano Gobbi, del direttore sanitario dell’Ausl Guido Pedrazzini e dell’assessore Silvio Bisotti in rappresentanza del Comune di Piacenza.

“Celebriamo un bellissimo evento all'insegna della professionalità - ha detto Gobbi. “La professione medica è impegnativa, ma allo stesso esaltante e ricca di soddisfazioni - si è rivolto ai giovani Pedrazzini -. Perseverate nell’impegno che avete preso il primo giorno di Università”. “Porgo i più sentiti auguri per questa giornata - ha concluso Bisotti - che unisce chi ha vissuto tanti anni di servizio e chi, dopo un faticoso percorso, si appresta ad intraprendere un percorso in un ruolo sempre più delicato”.

Giornata del Medico 16 IL BILANCIO DI UN ANNO - Nel corso della sua relazione, il Presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani ha tracciato un bilancio dell’attività ordinistica dell’ultimo anno a partire dal rapporto con le istituzioni, “soggetti fondamentali per garantire ai cittadini la migliore sanità possibile, con i quali abbiamo sempre cercato di mantenere e portare avanti un corretto confronto”.

A questo proposito il Presidente ha citato la firma della convenzione per la creazione di un’équipe specializzata nelle cure palliative domiciliari: “Un bel regalo che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha fatto al nostro territorio in sinergia con l’Ausl: oggi mi piace sottolineare come per la prima volta l’azienda partecipi con un proprio rappresentante a questa assemblea, un segnale forte ed importante”.

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Convegno Medico e Infermiere: problematiche giuridico-deontologiche del lavoro d'equipe

Medico e infermiere, due professionalità chiamate a collaborare e confrontarsi, nel rispetto reciproco dei ruoli, per il bene del paziente. A Piacenza il dialogo è aperto: testimonianza ne è il partecipato convegno di venerdì 15 aprile, ospitato dalla Sala Colonne dell'ospedale di Piacenza, promosso da OMCeO e Collegio Ipasvi Piacenza.Rapporto Medici Infermieri 02

Al centro dell'incontro le "problematiche giuridico-deontologiche del lavoro d'equipe": di questo hanno parlato medici e professionisti in due sessioni di lavoro, dedicate rispettivamente alle basi metodologiche e giuridiche e al lavoro sul campo, moderate da Annamaria Greco (vice presidente di OMCeO Piacenza), Mirella Gubbelini (Direttore Assistenziale Ausl Piacenza), Roberto Scarpioni (Consigliere OMCeO Piacenza ) e Cristina Colonna (Inf/Afd RAD Emergenza - Urgenza Ausl Piacenza).

“UN CONTRIBUTO AL DIALOGO” - "Abbiamo organizzato questo appuntamento - ha introdotto Il presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani affiancato dalla presidente di Ipasvi Piacenza Maria Genesi - per affrontare in maniera collaborativa, responsabile e prudente una discussione che negli ultimi mesi ha imperversato sui media ma anche nelle corsie degli ospedali; si tratta di una questione discussa da anni alla quale cerchiamo di dare un contributo, nella convinzione che dialogo, partecipazione e discussione non possano che portare risultati positivi".Rapporto Medici Infermieri 01

Il LAVORO D’EQUIPE - “L’organizzazione sanitaria è un modello complesso - ha aperto il convegno Maria Teresa Montella, responsabile servizio assistenza ospedaliera regionale - in cui non va mai dimenticata la centralità del malato".

"Il lavoro di equipe - ha sottolineato - è fatto di sinergie di controllo e adattamento reciproco, di responsabilità di equipe, di divisione di compiti e competenze e dei principi di reciprocità e affidamento: ogni professionista sanitario deve cioè poter confidare sul fatto che gli altri soggetti agiscano nell’osservanza delle regole di diligenza proprie”.

Al centro del suo intervento il tema del confronto e della condivisione: "È necessario trovare piattaforme di formazione condivise: ognuno ha le proprie competenze, ma esiste una zona grigia in cui se non si rema tutti insieme non è possibile farcela".

“EVOLUZIONE DI COMPETENZE” - “Solo attraverso il dialogo fra tutte le componenti - ha ribadito il direttore generale Ausl Piacenza Luca Baldino - è possibile affrontare la questione". Baldino ha ricordato come negli ultimi anni si sia sviluppata in ambito locale una forte evoluzione dei percorsi di cura: “Da un lato ci dirigiamo sempre più verso una specializzazione della medicina, dall'altro dobbiamo fare i conti con il tema della cronicità, la vera emergenza dei prossimi 10 - 15 anni".

“Più che trasferimenti di competenze - ha proseguito - bisognerebbe parlare di evoluzione di competenze: oggi abbiamo medici che fanno cose impensabili fino a qualche anno fa, e allo stesso tempo infermieri che operano come prima non facevano: tutto ciò avviene, all'interno dell'azienda e in Regione, con personale preparato e in piena sicurezza per il paziente. Nessuno si improvvisa o agisce al di fuori di linee guida stabilite".

Fra i temi toccati da Baldino quello della futura carenza di medici, senza dimenticare la questione economica: "Siamo al lavoro per potenziare i servizi territoriali e dobbiamo fare i conti con le risorse a disposizione; se posso garantire un servizio con la medesima efficacia ma a costi inferiori, per il ruolo che ricopro è mio dovere etico portarlo avanti".  "Anche la normativa attuale - ha concluso - deve però essere adeguata".

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Convegno "Inquinamento ambientale e salute della donna"

Inquinamento ambientale e salute della donna. E’ stato un tema di grande attualità quello al centro del convegno, organizzato dall’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri in collaborazione con l’Associazione Donne Medico, ospitato sabato 27 febbraio 2016 dalla Sala Convegni Veggioletta della Banca di Piacenza.Inquinam.Ambient.  040

Un appuntamento promosso dalla Commissione Pari Opportunità di OMCeO Piacenza, coordinata da Patrizia Gandolfi, per analizzare gli effetti ed i rischi, in particolare nel periodo della gravidanza e quindi anche sul nascituro, derivanti dall’inquinamento e dalle sue influenze su aria, acqua e alimenti.

"Questo convegno - ha introdotto la dottoressa Gandolfi, che ha moderato l’incontro insieme a Daniela Serena (Presidente AIDM sezione di Piacenza) e Giuseppe Miserotti (Vice-Presidente Nazionale ISDE Italia, Membro Commissione per l’Ambiente, Salute e Sviluppo OMCeO Piacenza) - è nato dalla sensibilità della nostra commissione verso la salute della donna; su questo tema è necessaria una presa di coscienza ed una assunzione di responsabilità profonda da parte di tutti, in particolare dalle professioni sanitarie chiamate a svolgere un ruolo primario di informazione”. "Anche per questo abbiamo bisogno dell'apporto delle nuove generazioni, che spesso faticano a collaborare con noi: l'appuntamento di oggi vuole essere uno stimolo anche in questo senso".Inquinam.Ambient.  101

“Quando si parla di pari opportunità - ha detto portando il suo saluto il presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani - si tende a darne un'accezione negativa, identificandola con la discriminazione: evidenzio quindi con piacere come siano donne tutti i dieci colleghi che hanno fatto domanda per la lezione propedeutica all'accesso al secondo anno del corso di etica medica organizzato dal nostro Ordine”.

"Voglio sottolineare - ha aggiunto - il grande lavoro fatto all'interno dell’Ordine da parte della commissione Pari Opportunità: credo sia importante non abbassare mai la guardia, migliorando formazione, informazione e etica nei nostri comportamenti”

DALLA GENETICA ALL'EPIGENETICA - Il convegno si è aperto con il coinvolgente intervento del prof. Ernesto Burgio (Pediatra, Presidente del Comitato Scientifico ISDE Italia e membro dell’European Cancer and Environment Research Institute), nel solco del passaggio dalla genetica all'epigenetica.

"Il dna - ha spiegato - è uguale in tutte le nostre cellule, ma le cellule sono diverse perché cambia il "software", vale a dire l'assetto epigenetico: la "memoria" della prima fase di vita, compresa quella fetale, influenza il tutto. Mentre il dna infatti è una molecola stabile, l'epigenoma cambia continuamente in relazione alle sollecitazioni ambientali”.

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Convegno “Fumo, Alcol e Droga: cosa si deve sapere, cosa si deve evitare”

“Le sostanze non vi rendono liberi, ma solo schiavi”. E’ il monito lanciato da medici ed esperti ai tanti giovani che sabato 19 marzo hanno riempito Palazzo Galli, gentilmente messo a disposizione dalla Banca di Piacenza, in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, quarto ed ultimo appuntamento dell’iniziativa “I medici parlano di salute, ambiente e stili di vita”, promossa con il patrocinio di Comune, Provincia e Ausl, per informare e sensibilizzare su alcuni grandi temi inerenti la salute.Fumo Alcool e Droga  135

Davanti agli studenti degli istituti “Romagnosi”, “Marcora” e “Cassinari” si è parlato di rischi e danni dovuti al consumo di droghe alcol e fumo.

“Con questa iniziativa - ha presentato l’incontro il Presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani - cerchiamo di onorare il nostro compito istituzionale di occuparci in maniera concreta di tutto ciò che è correlato alla salute”. “Trattiamo di un tema importante: obiettivo dell’appuntamento è dare informazioni utili ed un aiuto per proteggere la propria salute e conoscere i rischi correlati all’uso di sostanze”.

Un ringraziamento all’Ordine dei Medici di Piacenza è arrivato dal sindaco Paolo Dosi, che ha portato il proprio saluto a nome dell’amministrazione comunale: “Si tratta di iniziative in grado di aiutare la nostra comunità a riflettere. Oggi parliamo di stili di vita che in tanti casi sfociano nella dipendenza, un argomento che mette in gioco valori come quello della libertà: pensiamo di sentirci liberi nello scegliere alcuni “vizi”, che, dopo un apparente piacere iniziale, creano dipendenze con tutti i problemi personali e sociali che ne conseguono”.Fumo Alcool e Droga  36

I RISCHI DEL FUMO - 80mila decessi annui in Italia, di cui 27mila nella media età. Con questi numeri il dottor Pietro Bottrighi ha aperto il suo intervento sul fumo. Fumo che rappresenta la prima causa di malattia evitabile nel mondo secondo l’Oms: “Chi fuma ha un’aspettativa di vita ridotta di 7 anni rispetto a chi non fuma - ha ricordato Bottrighi, sottolineando come all’interno di una sigaretta di trovino circa 4mila sostanze.

“Il fumo è causa di cardiopatie, tumori, ictus, fino all’impotenza e alla bronchite cronica”. Gravi, nel caso di donna in gravidanza, anche i rischi per il nascituro: “Possono presentarsi problematiche di basso peso alla nascita, respiratorie, e cerebrali”.

Sono tanti, invece, oltre ai benefici sulla salute, i buoni motivi per abbandonare la sigaretta: “Per una propria soddisfazione personale, per aver vinto una prova e avere una sensazione di vera libertà, per dare il buon esempio alle persone che ci circondano”.

“LE DROGHE ALTERANO IL NOSTRO MONDO” - Le sostanze di abuso hanno la capacità di alterare tutto il nostro mondo: questo il messaggio lanciato dalla dottoressa Elena Molinaroli, medico tossicologo del Sert di Piacenza, che ha evidenziato come spesso i giovani utilizzino stupefacenti in maniera impropria, pensando di non avere problemi: “In realtà il nostro organismo si modifica nel tempo, e le sostanze bloccano questa evoluzione”.

“Ciò comporta per chi le assume alterazioni nel comportamento e nelle relazioni con gli altri: in particolare le nuove sostanze di natura chimica hanno poteri importanti e gravi, con conseguenze molto spesso sottovalutate”.

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Test di autovalutazione delle dipendenze

Benvenuto,

in questa pagina sono disponibili alcuni test che potrai svolgere per valutare una eventuale dipendenza patologica. Si tratta di semplici questionari, scientificamente validati e compilabili in pochi minuti, i cui risultati sono immediatamente disponibili e visibili unicamente alla persona che effettua il test.

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